
di Cristian Fiorentino
Nella serata di domenica scorsa, 9 novembre, la Celebrazione Eucaristica, presso la gremita chiesa della contrada coriglianese del Villaggio Frassa “San Benedetto”, ha dato inizio al ministero pastorale del neo-parroco Don Giuseppe Ruffo.
Cerimonia condivisa dall’intera comunità e officiata dall’Arcivescovo Monsignor Maurizio Aloise e concelebrata da altri sacerdoti della vicaria. Primo atto ufficiale per Don G. Ruffo che negli ultimi tredici anni ha svolto servizio presso la comunità di “San Giovanni Battista” a Mirto-Crosia. Proprio presso la collettività mirtense-crosiota, il giovane sacerdote ha lasciato un segno indelebile nel corso di questo lungo periodo rendendosi artefice di numerosi eventi. Manifestazioni coinvolgenti, condivise e capaci di attirare sempre tanti fedeli e parrocchiani. Facile capire che il valore della missione svolta da Don G. Ruffo a Mirto-Crosia sia stata fruttuosa e cospicua. Evangelizzazione che da alcuni giorni il buon Don Giuseppe, coriglianese doc, proseguirà presso la parrocchia “San Benedetto” della popolosa frazione di Villaggio Frassa.

Don G. Ruffo succede a Don Nando Ciliberti, che, pur non essendo presente alla funzione, ha metaforicamente donato al suo erede la croce personale di San Benedetto da Norcia (Patrono d’Europa), in segno di Fede e protezione. Il solenne rito di immissione ha visto Monsignor M. Aloise consegnare al nuovo parroco il timone della comunità parrocchiale con gli annessi obblighi diocesani. Durante la S. Messa, lo stesso Vescovo ha espresso gratitudine a Don Nando Ciliberti per il compito espresso e, nel contempo, ha esortato Don G. Ruffo ad “Incarnare lo spirito di San Benedetto, attraverso il motto Ora et Labora” al fine di divenire “Maestro di sapienza e custode di Pace per la comunità”.

Presenti per la speciale occasione tutta la comunità di “San Giovanni Battista”, unitamente ad autorità civili e militari, tra cui il maresciallo Ettore Caputo della stazione dei Carabinieri di Corigliano e il maresciallo Dario Iurlaro della stazione di Scala Coeli. Presenti anche le “Fraternità del Terz’Ordine” di Corigliano e della San Giovanni Battista di Mirto-Crosia, scortate dalle rispettive correttrici, nonché l’assessore regionale e onorevole Pasqualina Straface, il vice-sindaco Giovanni Pistoia e la sindaca di Crosia, Maria Teresa Aiello.

La prima cittadina crosiota ha consegnato i saluti della comunità civile, qualificando il buon Don Giuseppe come “Un rivoluzionario di Pace: capace di costruire una chiesa e una parrocchia su misura di Dio, attenta a ogni necessità, dai bambini agli adulti e ai più bisognosi”. Don G. Ruffo, emozionato in questa nuova prima uscita, ha benedetto e ringraziato tutti i convenuti, rammentando la sua lunga esperienza di tredici anni nella comunità di “San Giovanni Battista” e riportando l’immagine indicata da Papa Francesco ai presbiteri: ossia “Essere pastori con la puzza delle pecore”. Il neo-entrante parroco ha evidenziato la rilevanza della preghiera e della cura dell’anima, ispirata allo stile di Gesù sul monte Tabor e alla croce di San Benedetto, citando anche l’esortazione di San Francesco d’Assisi: “Gesù mi ha detto di riparare la mia casa, non solo quella fisica, ma anche quella dell’anima”. Il segretario del consiglio pastorale, invece, si è fatto portavoce della comunità sollecitando tutti i parrocchiani a “Camminare insieme come una sola famiglia, nella Carità, nella Fede e nella Speranza, per essere una Chiesa Viva e Accogliente”. La fama di prete operaio e dinamico ha preceduto l’arrivo di Don Giuseppe Ruffo che è stato ricevuto con affetto ed ammirazione, venendo reputato come “Uno speciale dono dello Spirito Santo per tutta la comunità di San Benedetto”.