
di Cristian Fiorentino
«Per questa esperienza e per tutto il cammino resta nel cuore la parola Grazie». Questo semplice pensiero, estrapolato dal diario quotidiano, lascia solo carpire l’intenso carico di emozioni vissuto da Don Santino Borrelli nel “Cammino Giubilare del Cuore” 2025 percorso da Ottawa a Toronto-Hamilton dal 4 al 26 agosto.
Il parroco cosentino della parrocchia di “San Michele Arcangelo” di Donnici, in effetti, insieme ai fedeli pellegrini Paolo, Cristian, Stella e Francesco hanno proseguito spediti per ben 600 km rigorosamente a piedi, compiuti in 18 giorni e escortati da un entusiasmo e da un affetto smisurato. Cammino iniziato ad Ottawa da una chiesa dedicata a Sant’Antonio e concluso a Hamilton in una chiesa dedicata sempre a S. Antonio.

Lungo il tragitto gli incontri avuti, con cittadini canadesi, emigrati calabresi nonché tanti parenti, sono stati il vero stimolo nel proseguire l’edificante viaggio. Conclusa la prima parte del tragitto a Toronto ( di cui avevamo detto nell’articolo precedente https://www.ilcoriglianese.it/index.php/societa/11118-il-cammino-in-canada-di-don-santino-borrelli-e-giunto-a-toronto-dopo-lincontro-con-gli-emigrati-italiani-il-viaggio-riprendera-verso-hamilton-un-viandante-di-dio-sa-che-tutto-passa-e-solo-lamore-resta ), Don Santino e il resto del gruppo di camminatori ha visitato a Woodbridge il seminario dei “Missionari Ardorini”.

Nello stesso villaggio “Ardorino” celebrata la S. Messa e avuti degli incontri molto graditi. Nei giorni successivi dopo la visita al santuario dei Martiri Canadesi e aver officiato l’Eucaristia nella vecchia città di Toronto, gli audaci pellegrini e Don Santino hanno ripreso il cammino verso Hamilton per percorrere gli ultimi 100 chilometri, accompagnati anche da altre viaggiatori nell’ultimo tratto.

Lunedì 25 agosto, autentico ed emozionante l’appuntamento con il “Club Donnici-Hamilton” di emigranti calabresi dove oltre all’affettuoso abbraccio con tanti familiari che vivono in Canada, scambio di attestati e taglio della torta, Don Santino ha potuto consegnare delle parole toccanti in privato e pubblicamente nel corso dell’omelia: «Sono qui per portare un messaggio particolare, condiviso e maturato con chi mi ha accompagnato lungo la via per arrivare a destinazione, è che si sintetizza nel concetto che il Signore ci Ama. Amore di Dio che dobbiamo sperimentare anche quando siamo affaticati perché Lui ci ristora sempre.

Il saluto portato a mia zia Palmina qui in ospedale in Canada, ad esempio, rappresenta la sintesi della mia esperienza personale in questo luogo. Siamo rimasti abbracciati per tutto il tempo senza dirci nulla: testimonianza che, quando esiste l’amore profondo non sono necessarie le parole ma assumono rilevanza i “Segni”. Mettendomi in cammino ho voluto dimostrare proprio questo affetto a voi e anche se non ci vedevamo da anni e forse non ci vedremo più, quello che più conta è che l’incontro di oggi resterà fisso nel nostro cuore grazie all’Amore indelebile che ci accomuna e che condividiamo».

Il giorno successivo particolare la visita e la contemplazione delle cascate del Niagara canadesi e nuovi incontri gratificanti con un’altra comunità locale di italiani e parenti. Dopo la preparazione di bagagli, pratiche e dei doni ricevuti, Don Santino e i suoi fedeli pellegrini, con un pizzico di malinconia ma rinfrancati nello Spirito, si sono imbarcati per il rientro in Italia e tra qualche ora sbarcheranno a Lamezia. Frattanto, il podista per “Vocazione” e “Pellegrino della Pace” ha aggiunto ai suoi ormai innumerevoli cammini anche quello “Giubilare del Cuore” che ha rappresentato un’alchimia di fattori e sentimenti genuini caratterizzato da mille episodi e aneddoti.

Aver camminato con una zia di 88 anni, aver incrociato volontari, tanti calabresi e cosentini ormai canadesi di fatto ma italiani nell’animo, le comunità religiose e i tanti confratelli e consorelle, aver condiviso pasti, sonno momenti conviviali e anche quelli difficili con tante persone, aver visitato i grattacieli e una riserva dei nativi, aver ammirato le bellezze del creato in un contesto diverso da quello europeo sono solo alcuni spunti colti leggendo i diari quotidiani di Don Santino e che vale la pena rileggere con il dovuto tempo alla pagina facebook ufficiale della parrocchia https://www.facebook.com/profile.php?id=100067350275144 . E sullo stesso social, nel volo di ritorno in patria Don Santino Borrelli ha postato l’ultimo messaggio di questa avventura canadese dove si apprende: «A termine di questo cammino resta nel mio cuore una lode interiore e cosmica, concreta e profonda, semplice e complessa. Avvolto da questo “abbraccio di lode” ritorna in me la preghiera del cuore: “Signore Gesù Cristo, figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore.” Questa preghiera profonda, sperimentata più volte, e in modo speciale alle cascate del Niagara, mi fa ripetere con più vigore nel mio cuore: “alleluia. Sì! Lode a te Signore.” Per me Niagara è come Finisterre, meta finale del cammino di Santiago.

Come a Finisterre il pellegrino butta il vecchio di sé e si riveste di una vita nuova; così, per me, Niagara rappresenta la volontà di rinnovarmi interiormente, tornando in Italia, per ripartire verso altri cammini. Affido tutto al nostro gran principe S Michele. Mi rendo docile all’azione dello Spirito Santo». Nella lunga riflessione Don Santino ha definito questo viaggio perfetto grazie, però, alle tante anime che si sono impegnate per renderlo tale e avendo parole di gratitudine per tutti ad iniziare da Francesco, Paolo, Cristian e Stella che sono stati degli “angeli custodi” e proseguendo con chi ha curato l’organizzazione, l’immensa schiera di parenti, zii/e e cugine/i, i vari parroci, la comunità degli “Ardorini”, i soci del Donnici social club, chi ha curato grafiche e stampe di logo e preghiere, chi ha arrangiato il testo, chi ha confezionato le croci di Medjugorje distribuite insieme alla preghiera lungo il cammino, i giornalisti che hanno diffuso questo messaggio di Dio, chi ci li hai accolti in casa propria, chi lo ha preparato fisicamente a camminare, le persone che in comunione di preghiera hanno condiviso ogni passo anche a distanza e tutta la comunità di Donnici e il proprio vescovo Giovanni Checchinato. «Soprattutto il mio Grazie- ha concluso Don Santino Borrelli- è rivolto a Dio che continua ad assistermi concedendomi salute e volontà per poter continuare a camminare portando il suo messaggio di misericordia di pace e vita. E tornando a Donnici vi do appuntamento domenica 31 agosto alle 21.00 presso l’aula liturgica, dove si celebra S. Antonio, per un’ora di adorazione. Un momento di preghiera per riportare in parrocchia l’abbraccio degli emigrati canadesi in Italia. God bless you». E il 31 agosto tra i vari momenti di ringraziamento non mancherà qualche gradita e ulteriore sorpresa essendo anche il compleanno dello stesso Don Santino. E mentre nel prossimo anno pastorale Don Santino Borrelli inizierà una nuova missione nella parrocchia di Mendicino, il prossimo cammino in programma per il 2026 dall’estremo occidente lo vedrà protagonista nell’estremo oriente del sol levante in Giappone.