
di Cristian Fiorentino
Interessante e commosso l’evento internazionale denominato “Conferenza per la Pace”, svoltosi sabato scorso 21 giugno a Sant’Anna di Stazzema, in Toscana. Patrocinato dal comune, dall’associazione “Colors for Peace” e dal “Parco Nazionale della Pace di S. Anna di Stazzema”, la manifestazione ha avuto luogo alla Fabbrica dei Diritti.
Invitata e presente all’avvenimento anche la presidente della “Commissione per la Pace Distretto Rotary 2102” Adriana Grispo: «In un luogo divenuto un simbolo contro le barbarie, abbiamo parlato di Pace e abbiamo raccolto testimonianze vere, forti, umane. Particolari quelle delle sorelle Adele e Lilia Pardini, all’epoca di 4 e 8 anni, che il 12 agosto 1944, giorno della strage di innocenti, miracolosamente sono sopravvissute. Il nostro silenzio muto ha raccolto anche la testimonianza viva di Vito Alfieri Fontana». Grazie al libro autobiografico “Ero l’uomo della guerra”, si evince la storia dell’ingegnere, progettista e costruttore di armi, soprattutto di mine anticarro e antiuomo, nella sua fabbrica in Puglia, tra le più produttive d’Italia dell’epoca.

La ventennale e lacerante storia personale di Vito Alfieri Fontana lo ha portato a divenire un volontario e sminatore per conto di organizzazioni umanitarie, proprio in quei luoghi dove la guerra è stata protagonista e dove soprattutto tanti innocenti e bambini sono morti attraversando quei luoghi minati. Tra gli altri interventi anche Padre Charbel El Khoury che, da profondo missionario, ha illustrato la triste situazione del martoriato Libano, causa un’infinita guerra all’interno della Nazione. Altre autorevoli e reali deposizioni sono arrivate in collegamento web da un operatore umanitario da Gaza, dal sindaco della città martire di Borodyanka dell’Ucraina e dal Vescovo di Bentiu Christian Carlassare. Emersa anche la straordinaria la volontà di agire fattivamente del pres. del Parco N. di S. Anna di S. e sindaco della città Maurizio Verona, del direttore dello stesso Parco Michele Morabito, del presidente Colors for Peace, Antonio Giannelli, identificati come veri costruttori di Pace.

Intervenuti anche il sociologo della Pontificia Università Lateranse Massimiliano Padula, la giornalista e scrittrice Angela Iantosca, l’attivista e giornalista Enzo Cursio, del segretario generale dell’ass. Robert F. Kennedy Human Rights Italia Federico Moro, il giornalista di Famiglia Cristiana Antonio Sanfrancesco, il giornalista e inviato all’estero di Repubblica Fabio Tonacci. Assente il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani che però è da sempre al fianco delle attività in favore della Pace. In collegamento via web saranno presenti anche: un operatore umanitario da Gaza, il sindaco della città martire di Borodyanka dell’Ucraina e il Vescovo di Bentiu Christian Carlassare dal sud Sudan.

La pres. della “Commissione per la Pace Distretto Rotary 2102” A. Grispo sull’operato e dopo aver ascoltato ha chiosato: «Grazie per quello che avete fatto e continuate a fare! Grazie per i vostri semi di speranza». Di seguito riportiamo la vera storia di Adele Pardini nata il 12 settembre 1940 che il 12 settembre del ’44 aveva appena 4 anni. Quel giorno, tuttavia, la mamma Bruna, le sorelline neonata Anna e la sedicenne Maria, non poterono festeggiarla. Questa la storia del 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema, alle prime luci dell’alba, dalla testimonianza lasciata da Adele Pardini: «Il Mio babbo Federico con i miei fratelli Vinicio, Vittorio e le mie sorelle Licia e Siria si allontanano da casa per una località detta “Cacciadiavoli”.

Abbiamo dei terreni e debbono essere lavorati. Io con la Mamma Bruna, Cesira quasi diciottenne, Maria sedicenne, Lilia di dieci anni ed Anna nata il 23 luglio e così battezzata il giorno 26 in onore della Patrona delpaese, restiamo a casa in località Coletti. Tre case che distano meno di un chilometro dalla piazza della chiesa. C’è agitazione, (capirò più grande il perché) la mamma e le sorelle grandi bagnano le tavole in legno dei pavimenti e tolgono quello che può bruciare dalla casa. Io sto facendo colazione, una tazza di coccio più grande di me, la ricordo ancora rovesciarsi mentre mi trascinano via. Qualcuno col viso coperto picchia mia sorella Cesira e altre donne e ragazze mentre le ammassa al muro della casa, proprio in corrispondenza della porta della stalla. A poca distanza da noi quello che poi saprò essere una mitragliatrice a cavalletto. Ci allineano in tre file, diverse per altezza, i più piccoli avanti, i più grandi dietro.

Un soldato sfila di tasca la pistola e spara alla testa di una madre che implora pietà. La mia mamma grida e ci implora di salvarci “se possiamo”, il soldato si gira spara alla testa anche a lei, fa un passo indietro e ordina di mitragliare. Partono le raffiche, un corpo mi cade addosso, mia sorella Lilia mi tiene, Cesira mi trascina. Capirò poi che mentre la mamma cadeva ha spinto la porta della stalla e noi siamo quasi rotolate dentro. Voglio gridare. Una mano sulla bocca me lo impedisce.

Lilia mi tiene ferma e Cesira ci nasconde. Adesso hanno appiccato il fuoco, siamo vive, io soltanto un colpo di striscio sul naso, Lilia, dietro la nuca, Cesira e Maria hanno ferite più gravi, ad Anna troveremo sette pallottole nelle fasce. I soldati sono andati via, se non vogliamo bruciare vive dobbiamo scavalcare i corpi che ostruiscono la porta. Ho calpestato il corpo di mia madre, questo ricordo mi tormenterà per anni. Cesira ci guida sicura ad un nascondiglio nel bosco. Da un sentiero lontano ci vedono e ancora ci sparano. Cesira torna sui suoi passi e sotto il corpo di una giovane madre raccoglie Paolo, un piccolo di un anno e lo porta dove ha nascosto noi. Mamma Bruna fu ricomposta dal babbo. Maria venne trattenuta in un ospedale da campo a Valdicastello e morì il 19 settembre. Anna non venne giudicata in grado di sopravvivere, tentarono di allattarla con un cucchiaino alcune donne che in Cacciadiavoli avevano trovato rifugio. Morì il 4 settembre. Anna la seppellimmo dentro la scatola di una bambola, Maria e la mamma nel cuore». Per il ruolo avuto nella sopravvivenza mia, di Lilia e di Paolo, il 17 maggio 2012 Cesira è stata insignita di Medaglia d’Oro al merito civile.