
di Cristian Fiorentino
Si è tenuta nella serata di mercoledì scorso, 4 giugno, l’inaugurazione della sala conferenze del nuovo e moderno complesso parrocchiale “San Giovanni XXIII”. L’ampio e funzionale locale destinato ad assemblee e riunioni e facente parte dello spazioso organismo sito in contrada San Francesco d’Assisi allo scalo di Corigliano, ha avuto il suo battesimo ufficiale.
Evento predisposto dal parroco Don Tonino Longobucco in collaborazione con il Kiwanis Club Corigliano che grazie al proprio contributo ha arredato la stessa sala meeting. Cerimonia moderata dal dott. Francesco Reale che in apertura ha declinato le finalità e l’operato del Kiwanis a carattere generale e territoriale.

Dopo l’ascolto degli inni si è passati agli interventi previsti in scaletta ad iniziare dal prof. Daniele Garofalo, presidente del Kiwanis Club Corigliano che ha asserito: «I concetti su cui si fonda il Kiwanis sono connessi alla Cristianità e alla fratellanza. Esercitando scambi di solidarietà e di vicinanza, il Kiwanis esprime da sempre uno Spirito cristiano. Attraverso gesti concreti la nostra realtà si conferma club di servizio: capace di azioni modeste e allo stesso tempo di generosità rivolta al nostro territorio. Siamo reduci in questi giorni, in effetti, di un particolare contributo per il restauro dell’affresco di “San Francischiello” e siamo altresì orgogliosi del contributo offerto alla parrocchia “San Giovanni XXIII”. La salvaguardia del territorio passa anche dall’aspetto artistico e culturale oltre che da tutti gli altri ambiti. Siamo stati vicini a tante problematiche, alla Caritas, alla raccolta di beni di prima necessità, alle famiglie e ai bimbi che sono la nostra priorità. La nostra è sempre un’azione di praticità ma resta sempre un granello o una goccia che sommate ad altre può contribuire al bene altrui. Devo ringraziare chi mi ha preceduto alla presidenza del Kiwanis perché, se oggi raccogliamo dei risultati importanti è anche grazie a loro che hanno seminato bene».

A seguire si è espresso anche l’Arcivescovo dell’Arcidiocesi Rossano-Cariati Monsignor Maurizio Aloise che si è soffermato su vari aspetti, tra cui quello legato a Papa Giovanni XXIII: «Anche io che ho consacrato questo nuovo complesso parrocchiale raccolgo i frutti dei miei predecessori che hanno voluto e sostenuto la nascita di questa ampia chiesa e dei suoi locali annessi. Questa struttura è stata resa possibile grazie ai fondi dell’8X1000 ed oggi è gratificante vedere questo luogo prendere vita attraverso la crescita comunitaria. Un ringraziamento al Kiwanis di oggi e di ieri per gli arredi di questa sala dedicata e degna di un Grande Papa come “San Giovanni XXIII”. Parrocchia funzionale e attiva, grazie anche al lavoro delle catechiste, come conferma anche l’ottima cifra raggiunta per le iscrizioni della prossima Estate Ragazzi. Senza dimenticare l’importanza dell’Unità Pastorale di Corigliano scalo che abbraccia un grande territorio e tantissime famiglie. Dedicare a “San Giovanni XXIII” è un atto di amore per un uomo prima che un Papa che ha contributo al destino del mondo con intelligenza, grande spiritualità e umiltà. Non a caso è soprannominato il Papa Buono: perché ha saputo servire Dio e allo stesso tempo l’uomo.

La sua bontà, però, è stata sapiente ma soprattutto coraggiosa. Il Concilio Vaticano II da Lui voluto è stato un grande regalo di Misericordia e perdono per un rinnovamento della Chiesa concreto fatto di dialogo. Il mio auspicio è proprio che questa sala sia simbolo di dialogo per un’apertura ai laici e che sappia generare messaggi comprensibili». La relazione tematica su “San Giovanni XXIII fra ieri e oggi” è stata affidata al prof. Giuseppe De Rosis che come sempre e in maniera magistrale, citando più volte Dante e altri poeti e storici, ha saputo tratteggiare e attualizzare la figura del Papa Buono: «In questa particolare epoca storica dobbiamo rivolgere molto attenzione a chi ci ha preceduto e ci ha insegnato qualcosa come Giovanni XXIII. Lui che ha saputo traghettare e guidare il suo popolo con audacia per tutto il suo pontificato. Ciò che ha lasciato in eredità è una storia di Amore e Speranza. Un Papa Buono ma non buonista. Un Papa e un uomo che ha fondato le sue azioni in una profonda conoscenza della storia. Papa Giovanni è stato un Pontefice Pastore e nocchiere della sua gente ma soprattutto un fratello del suo gregge, sempre dedito all’altro. Papa Giovanni ha incarnato il messaggio più rivoluzionario della storia che rispecchia Gesù nella Lavanda dei Piedi ai suoi apostoli. Tuttavia, la ferocia degli antichi romani non è tanto lontana da quella a cui assistiamo oggi. Ma Papa Giovanni tormentato dalle conseguenze della guerra ha fatto suo il motto “ho imparato il male e aiuto chi sta male”.

Ed è proprio nei cunicoli della storia che si infilano i promotori della Speranza come Papa Giovanni ma anche come i missionari, i volontari e i medici in scenari di guerra e conflitti per rifuggire e opporsi alla radice del male». Riflessioni del professore G. De Rosis intervallate da una struggente poesia sulla Pace e dalla lettura del pio transito di San Giovanni XXIII del 3 giugno 1963. A seguire si è espresso anche il presidente onorario del Kiwanis Parisio Camodeca che evidenziato: «La storia del Kiwanis Club Corigliano è ultraquarantennale e in questo tempo abbiamo realizzato numerosi interventi capillari. Le nostre prerogative come service sono rivolte sempre ai bambini soprattutto a quelli che soffrono. E un orgoglio appartenere al Kiwanis che abbracciando i bambini e i loro bisogni abbraccia tutti e le famiglie. Applicando la regola d’oro “Fare agli altri ciò che vorresti facessero a te” è il miglior modo di interagire col territorio dove ciò che abbiamo realizzato dura ancora nel tempo». Le conclusioni sono state affidate alla dott.ssa Maria Otranto, luogotenente divisione 12 Calabria Magna Grecia che, salutando tutti i presenti e rimarcando i concetti già espressi, si è complimentata per le relazioni dei conferenzieri, dicendosi letteralmente rapita dalle esposizioni del prof. G. De Rosis. «La connessione tra Papa Giovanni e il Kiwanis- ha aggiunto- si può rintracciare attraverso l’azione concreta. Aspetti che accomunano molto il nostro club con la figura e la testimonianza del Papa Buono passato alla storia anche per la “Carezza del Papa” ai bambini, durante il Concilio Vaticano II».