
di Cristian Fiorentino
È considerata la “Santa dei Casi Impossibili” e la chiesa ogni anno ricorda il Suo pio transito ogni 22 maggio. Nella stessa data, mercoledì prossimo, anche la parrocchia del centro storico coriglianese, diretta dai Padri Minimi di S. Francesco di Paola, vorrà onorare solennemente Santa Rita.
Il programma prevede la Celebrazione Eucaristica alle 18:30 e alle 19:30 la processione della statua nel chiostro del convento. Alle 20 seguirà il racconto della morte di Santa Rita e la recita della supplica. A tutti i fedeli presenti sarà donato il segnalibro della “Rosa” benedetta della “Rosa di Santa Rita”. Venerata e amata da innumerevoli fedeli in ogni angolo del mondo, S. Rita, al secolo Margherita Lotti, nasce nel 1381 a Roccaporena, a 5 km da Cascia. Predestinata alla Santità, il primo segno dell’elezione divina arriva da bambina attraverso il famoso miracolo delle api.

Educata dalla famiglia all’amore verso Dio e il prossimo, il Suo carattere è edificato grazie anche alla formazione degli Agostiniani, lo stesso ordine del nuovo Papa Leone XIV. Attraversata da una incredibile esistenza terrena, Rita prima di divenire Santa è stata prima sposa e madre; quindi, dopo la perdita del marito entra in monastero dando seguito alla sua missione fondata sulla virtù di “Paciera”. S. Rita vive ogni giorno innalzando i dolori alle sofferenze di Cristo per l’umanità.

Nel 1432, assorta in preghiera, Rita chiede al Signore di renderla compartecipe delle sue sofferenze. Un bagliore di luce e una spina dal Crocifisso, tutt’ora visibile nel monastero di Cascia, Le si conficcò nella fronte, considerato un vero e proprio sigillo d’amore, che Rita portò per ben 15 anni, fino alla Sua morte. Morì a Cascia il 22 maggio del 1457, divenne Beata nel 1627 e fu Santificata solo nel 1737 grazie all’impegno degli Agostiniani che spinsero per la canonizzazione. Dopo un lungo e tormentato processo, fu proclamata Santa il 24 maggio del 1900 da Papa Leone XIII. S. Rita è da sempre legata alle rose per via di un preciso avvenimento. Un giorno, una parente fece visita a Rita a cui chiese di recarsi a Roccaporena nel suo vecchio orto e di cogliere per Lei due rose e due fichi. Nonostante fosse gennaio, un mese di freddo, neve e gelo la parente nell’orto di Roccaporena trovò le rose e i fichi testimonianza che l’amore di Dio aveva ancora una volta esaudito i desideri di Rita. Da allora la rosa è divenuto il simbolo “Ritiano” per eccellenza. Rileggendo l’intensa vita di Santa Rita, oltretutto, si carpiscono tanti momenti storici e dettagli e soprattutto la divulgazione dell’umiltà e della pazienza. Tutti tratti che marcheranno la spiritualità e l’umanità di S. Rita: considerate uniche e contagiose come un “Segno” distintivo estesosi nei secoli a tanti devoti del pianeta fino all’era contemporanea.