
di Cristian Fiorentino
Stimolante convegno lo scorso Primo Maggio, al santuario di San Francesco di Paola a Corigliano, denominato “Uno e Trino”. Incontro voluto in coincidenza dei 1700 anni dal I Concilio Ecumenico a Nicea (325 dopo Cristo – 2025) e dalla proclamazione della “Santissima Trinità”.
Invitato per l’occasione il professore, storico dell’arte e accademico Mario Vicino che ha passato in rassegna i suoi approfonditi studi attraverso il libro “Pietro Negroni e gli svolgimenti figurativi nella Calabria del Cinquecento”. Indagini connesse alla chiesa di S. Francesco di Paola a Corigliano che conserva, nel suo importante patrimonio, il prestigioso dipinto della “Trinità” dell’artista Pietro Negroni. Onori di casa spettati al Superiore Padre G. Cozzolino che, già nei suoi scritti, si era espresso sulla storia dell’artista legata a quella della comunità Minima. «Attraverso la Trinità nella S. Messa – ha esordito Padre G. Cozzolino- celebriamo il Credo Cristiano.

Il legame tra S. Francesco di Paola e La Santissima Trinità è enorme. L’affresco venuto fuori nel restauro della chiesa del santuario di Corigliano è di una bellezza unica. Successivamente l’opera fu coperta ma poi fu riportata in auge. P. Negroni era un po’ il pittore dell’ordine dei Minimi e S. Francesco dedicò il convento di Corigliano proprio alla Santissima Trinità e alla Madonna. Anche il corso di fianco al convento, all’epoca isolato, era dedicato alla Trinità mentre nel Romitorio, Francesco si inoltrava nella contemplazione anche della Trinità. E nelle fonti ritrovate e nella lettera a Corigliano S. Francesco definisce la Trinità come ardore e amore infinito. Di riflesso, anche i Minimi in generale hanno un amore particolare verso la Trinità. Ho conosciuto, però, anche fratelli laici molto semplici e umili, molti ispirati da questo dogma. Fra tutti Fra Giovanni Mazza o San Nicola Longobardi che, seppur ultimo, quando risiedeva a Roma cardinali e vescovi si recavano da lui per comprendere questo Mistero della Fede Cristiana. Sul nostro dipinto del Negroni del 1561, restaurato nel tempo da un benefattore, vi è stato negli anni passati un convegno ai tempi di Padre Antonio Arena. Col professore M. Vicino, invece, c’è una sintonia di studi da tempo e soprattutto sulla prima effige di S. Francesco presente qui a Corigliano Calabro e sulla stessa svolta della venuta di S. Francesco a Corigliano.

Oggi siamo orgogliosi di averlo qui con noi perché oltretutto siamo i primi che parliamo in Calabria pubblicamente del I Concilio Ecumenico di Nicea del 325 d. C. . Concilio voluto all’epoca per spazzare le varie correnti eretiche dove ognuno negava alcune cruciali componenti della Trinità». Il professor Mario Vicino, invece, ha aggiunto: «Ringrazio e abbraccio con stima tutti gli amici presenti e che ritrovo nella mia Corigliano nonché Padre Giovanni che ha accolto la mia richiesta per questo convegno. Ho preferito insegnare al liceo classico- scientifico di Corigliano nonostante la possibilità di avvicinarmi nel mio paese di Castrovillari perché qui stavo bene. Mi sento cittadino coriglianese anche se ultimamente sono stato eletto anche cittadino onorario di Morano C. . Tutto rimanda al 2006 quando e al preside Sena, quando proposi un progetto didattico “La Storia attraverso l’Arte”, aderente al programma scolastico e alla formazione degli studenti sia a carattere sociale che scolastico. Iniziativa riguardante la “Trinità” presente in questa chiesa da dove è partita la mia ricerca approfondita sull’autore che mi ha permesso di pubblicare la prima monografia “Pietro Negroni pittore e musico del ‘500” nel 2011. Volume che mi ha spalancato le porte per scrivere varie riflessioni su varie testate. Porto i saluti della “Deputazione di Storia Patria per la Calabria” di cui faccio parte come storico e dell’“Accademia Cosentina” di cui sono socio. Sono stato docente della storia dell’arte secondo i programmi ma legati al territorio, ben assimilati anche dagli stessi allievi. Il mio libro è diviso in tre parti. Il manierismo di terza generazione è una corrente dell’arte a cui si ispira Negroni nativo di San Marco Argentano. Negroni ha una bottega fiorente e le sue opere sono presenti in ambito internazionale. Le forme, le linee e i colori della Trinità hanno una loro specificità». Lo storico M. Vicino ha commentato le originalità emerse sul dipinto della “Santissima Trinità” presente nella chiesa del centro storico di Corigliano (quarta casa fondata direttamente da San Francesco di Paola). Presente come relatore anche il laureando Antonio Greco dell’Unical del dipartimento “Lettere e Beni Culturali” che da sei anni è un collaboratore dello storico M. Vicino. Cooperazione nata intorno al prospetto “Articolo 9” della costituzione della Repubblica Italiana nella bellezza, tra storia sacra e civile, delle opere presenti in Calabria. Lo stesso A. Greco, rimarcando anche il nuovo comma che tutela il patrimonio culturale, artistico e ambientale, ha ricordato un articolo-esortazione di Raffaello a Papa Leone X per la difesa di tutto il patrimonio storico italiano. Lo storico M. Vicino ha, oltretutto, evidenziato i tanti capolavori realizzati dall’artista calabrese Pietro Negroni: oltre alla “Trinità” presente nella Chiesa di San Francesco di Paola a Corigliano Calabro, la “Madonna con Bambino in trono fra i Santi Barbara e Lorenzo”, nella chiesa di “Santa Maria del Castello” a Castrovillari, la “Madonna in Gloria tra i Santi Luca e Paola” a San Francesco a Paola e tanti altri. Nel dipinto della “Trinità” di Corigliano ha sottolineato che Dio sorregge un Cristo Crocifisso un po’ più piccolo nelle dimensioni ma che sta Risorgendo e la presenza dello Spirito sotto forma di colomba. Ma ha anche illustrato le differenze della “Trinità” presente a Soriano. A corredo, Padre G. Cozzolino ringraziando i presenti e soprattutto il professore M. Vicino e augurandosi in un ritorno dei giovani al fianco della storia e dell’arte, ad iniziare dal santuario di S. Francesco di P. a Corigliano, ha annunciato la creazione, in collaborazione con il Terz’Ordine, di un nuovo stendardo ufficiale in occasione dei duecento anni della statua storica del Santo Patrono e del settantacinquesimo anniversario del ritorno dei Padri Minimi.