
Fonte: Comunicato stampa
Apprendiamo dalla stampa, poiché gli organi istituzionali con noi tacciono ostinatamente, nonostante le urgenti sollecitazioni, che siamo in una fase di grave EMERGENZA SANITARIA, così come l’ha definita anche il sindaco.
Emergenza che riguarda un territorio vastissimo e una popolazione di circa 175000 abitanti. Questi numeri indicano i dati statistici dei residenti, ma sono destinati a crescere enormemente nel periodo invernale, allorché giungono nel nostro territorio decine di migliaia di persone per la raccolta degli agrumi e nel periodo estivo per i villeggianti. E anche loro al bisogno fanno riferimento alle nostre disastrate risorse sanitarie.
Nel mentre si è provveduto a incomprensibili spostamenti di reparti dall’Ospedale di Corigliano verso l’omologo di Rossano, dopo una sbandierata, presunta, razionalizzazione dei servizi, tra l’altro compiuta a metà, la qual cosa ha determinato un grave dispendio di denaro pubblico e uno scellerato scombinamento di risorse umane, veniamo a conoscenza che si prevedono CHIUSURE DI IMPORTANTI REPARTI.
Le stesse procedure, nonostante le difficoltà oggi lamentate a Rossano e che erano presenti anche al G. Compagna, non erano mai stati prese in considerazione quando quei reparti erano collocati a Corigliano e nonostante il numero di operatori ancora minore rispetto agli attuali.
Ci sembra evidente che tutte le determinazioni prese, solo per compiacere una parte e non altro, evidentemente, sono risultate fallimentari e prive di una sia pur minima lungimiranza. Eppure era facilmente prevedibile un esito di questo tipo. E l’Osservatorio ne era stato immediato e facile profeta. Scrivevamo già da tempo che, al pari della riduzione a mere strutture di presenza, come Otorino e Ortopedia, anche i nuovi ricollocati, Chirurgia, Ostetricia e Ginecologia e Pediatria, avrebbero avuto lo stesso triste destino.
Era più che evidente che inzeppare una struttura notoriamente e storicamente inadeguata come il Giannettasio non poteva funzionare, pur sperperandoci importanti risorse. E non ci vengano a dire che non ci sono medici. Si sapeva. Anzi ne hanno reclutati, a gettone, un numero ingente, che poi non hanno pagato e li hanno costretti a fuggire.
E c’è poco da sperare anche sui nuovi reclutati nella UE ed extra UE: perché dovrebbero venire da noi se possono andare dove possono avere condizioni professionali decisamente migliori? Così come quei trecento laureandi di Catanzaro, che abbiamo accolto con legittimo entusiasmo ma i quali si renderanno disponibili tra non meno di tre o quattro anni e i migliori sceglieranno di fare la specialità nelle università più prestigiose d’Italia e poi saranno attirate dalle stesse sirene dei loro omologhi stranieri.
Ma non pensiamo che tutto ciò dipenda da un destino cinico e baro, ma che sia il frutto di insipienza gestionale, di una programmazione approssimativa, condizionata dalla necessità di compiacere il politico di turno. Per cui ci sembra opportuno che i responsabili principali di queste disastrose manovre, nelle persone del Commissario pro tempore dell’Asp di Cosenza, dott. De Salazar e della Direttrice dell’Ospedale Spoke di Corigliano Rossano d.ssa Bernardi, ne traggano le conseguenze e facciano quel passo indietro che tutta la comunità richiede a gran voce.
Osservatorio sulla città. Polis.