
di Cristian Fiorentino
Sarà l’Arcivescovo Metropolita della diocesi di Cosenza-Bisignano Monsignor Giovanni Checchinato ad officiare la Celebrazione Eucaristica in onore del decimo anniversario della Beatificazione di Monsignor Francesco Maria Greco. La liturgia si terrà presso la cattedrale di Cosenza “Santa Maria Assunta” sabato 30 maggio alle ore 18.
Beato Francesco Maria Greco, è stato un presbitero acrese beatificato da Papa Francesco il 21 maggio 2016, e che insieme alla Venerabile Maria Teresa De Vincenti hanno fondato l’ordine delle “Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori”. Francesco Maria Greco, nasce il 26 luglio 1857 ad Acri, e grazie ai genitori, specie la mamma, viene educato alla fede Cristiana. Dopo il ginnasio, nel 1874 svolge gli studi liceali a Napoli. E anche se il padre auspica la professione da farmacista per il figlio, il giovane Francesco Maria accogliendo la vocazione in preghiera, ai piedi della Vergine di Pompei, matura la decisione di intraprendere la vita sacerdotale. Il 17 dicembre 1881 viene proclamato ministro di Dio mentre poco dopo sempre a Napoli conclude gli studi universitari per il dottorato in teologia.

A settembre 1887 divenne parroco della chiesa di San Nicola in Acri e l’anno dopo viene nominato arciprete. Attraverso un operosità missionaria, spirito di sacrificio verso gli altri e una Fede concreta, Mons. Greco palesa tutte le sue abilità umane e spirituali. Il credo educativo, rivolto alle nuove generazioni, passa dalla sua massima “Educare alla Fede per Educare alla Vita”. La sua tesi vuole rinnovare le basi essendo convinto che l’ignoranza religiosa, generatrice di miserie morali, sia la lesione più rattristante della Calabria dell’epoca. Per tale motivo in parrocchia fonda vere e proprie scuole di catechesi, associazioni e anche un oratorio interparrocchiale. Opera che edifica grazie alla vitale cooperazione di Suor Maria Teresa De Vincenti che di sua fonda l’istituto di Suore “Piccole Operaie dei Sacri Cuori”.

Attento osservatore della società e dei cambiamenti dei tempi, sempre nella comunità acrese, erige l’ospedale “Caritas” in relazione alle esigenze delle sorelle e dei fratelli più poveri e bisognosi. “Per farmi tutto a tutti” era il Suo motto. Così facendo, riesce ad assistere tanti sofferenti, anziani, disagiati soli e ignorati, bambini e orfani. Mons. Francesco Maria Greco, povero tra i poveri, divenne “Voce dei senza voce”. Altra cruciale acutezza lungimirante avuta fu quella di allargare l’opera anche alle comunità italo-albanesi, di rito greco-bizantino, presenti in Calabria e in Sicilia, bisognose di carità spirituale e materiale. Il 26 ottobre 1917 si instaura l’opera che diverrà una manifestazione forte di Speranza per un cammino comune ma emblematico e autentico della congregazione. Contemplando i Sacri Cuori, esempi sin da giovane diacono, Beato F. M. Greco compie tante attività utile alla crescita del tessuto sociale nella città acrese dove ha svolto tutto il suo fertile ministero. La sua vita sacerdotale, tuttavia, ha un’ampia e continuata vitalità di orazione, anche notturna, dinanzi all’Eucarestia: l’assistenza dello spirito più intimo cresce dal rapporto con Gesù e Maria e permette la prolificità dell’azione apostolica.

I “Frutti” raccolti nella Sua missione tangibile di evangelizzazione sono ancora visibili. Si respira il profumo della Santità di Monsignor F. M. Greco ancora oggi grazie alle Sue opere di carità propagate sia in Italia che all’estero. Il pio transito avvenne ad Acri il 13 Gennaio del 1931 e le sue spoglie riposano nella chiesa di San Francesco di Paola a cui è inclusa la Casa Madre. Il 24 maggio 1961, dopo l’ordinaria esplorazione canonica e preceduto dalla fama della santità in vita, l’8 dicembre del 1957 prese il via il processo di Canonizzazione, atto a certificare le virtù cristiane. Il miracolo valido per la beatificazione è connesso a Nina Pancaro, una donna di Altomonte, affetta da una grave malattia che dopo un’operazione chirurgica entrò in coma. Dopo pochi giorni al risveglio fu dichiarata guarita e confidò a medici e a familiari che in sogno il sacerdote Francesco Maria Greco le aveva assicurato una pronta guarigione. La signora Nina riconobbe dal santino del Venerabile il prete del sogno. L’inchiesta diocesana sul miracolo fu sancita nella diocesi di Cosenza-Bisignano il 17 novembre 2011 e venne ufficializzata il 1° giugno 2012. La Consulta medica della “Congregazione per le Cause dei Santi” diede parere favorevole dell’inspiegabilità del fatto il 21 maggio 2015, confermato dai consultori teologi il 10 settembre del 2015 e dai cardinali e vescovi membri della Congregazione. Il 21 gennaio 2016 Papa Francesco ha accreditato l’emanazione del provvedimento della guarigione di Nina Pancaro come miracolosa e ottenuta per intercessione del Venerabile Francesco Maria Greco. Cerimonia di Beatificazione avvenuta il 21 maggio 2016, allo stadio San Vito – Marulla di Cosenza. La sua memoria liturgica, per la diocesi di Cosenza-Bisignano e per le Piccole Operaie dei Sacri Cuori, ricorre il 13 gennaio, giorno del ritorno alla casa del Padre di Francesco Maria Greco. Comunità religiosa delle stesse Suore presenti anche anche a Corigliano dalla fondazione parrocchiale della chiesa di Sant’Antonio (1949) e che hanno scortato negli anni fedelmente diverse generazioni, sacerdoti e contesti. Ordine religioso delle consorelle amministrato dalla Madre Generale Suor Giancarla Dima, coriglianese doc, che nel corso del tempo ha lavorato seguendo i principi dei cofondatori al fianco di tante cause sociali. “Piccole Operaie dei Sacri Cuori” presenti anche negli Stati Uniti d’America, in Albania e in Argentina. L’istituto aveva avuto l’approvazione diocesana il 17 febbraio 1902. Il 22 dicembre 1931 la prima approvazione “ad experimentum”, confermata con l’approvazione pontificia il 7 luglio 1940. Nel 1954 la Casa generalizia, con il noviziato annesso e lo iuniorato, venne trasferita da Acri a Roma. Consacrate ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria, le suore svolgono opera di evangelizzazione attraverso attività di catechesi e servizio di carità. Nel 1993 sono stati riaggregati i laici, precisamente come le prime catechiste del centro delle suore, a cui si sono aggiunti anche i Giovani Piccoli Operai.