
Fonte: Comunicato stampa
Sono passati 12 lunghi anni dalla chiusura dell’ex palazzo di giustizia del già comune di Rossano, allorquando una politica nazionale animata dalla spending review soppresse in Italia diverse circoscrizioni giudiziarie nel paese.
Furono, a zona Santo Stefano in quel di Rossano paese, giornate lunghe e complesse, dove un intero popolo si ritrovò sgomento e più o meno unito a cercare di presidiare e difendere un fondamentale per quanto cagionevole ma utilissimo presidio di legalità in un territorio vasto e complicato. Il largo movimento fatto da ordini delle professioni, sindacati, movimenti ed associazioni non fu sufficiente e purtroppo la storia la conosciamo; a differenza di altri territori calabresi che si salvarono da quella mannaia (esempio Castrovillari e Lamezia), il tribunale in questione fu tristemente serrato e trasferito. La politica regionale dell’epoca provò a blaterare qualcosa, a fare (? ) qualcosa ma, alla fine, prevalse la logica del più forte oppure del “si salvi chi può”… poco cambia ormai. Oggi, come Cgil, con cauta e scaramantica felicità apprendiamo che il disegno di legge sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie è approdato alla Camera dei Deputati e potrebbe, come sembra, finalmente prevedere il ripristino della sede in questione, nel frattempo divenuta Corigliano Rossano, la terza città della Calabria. Certamente si tratterebbe, anche se nulla è ancora certo, di un ottimo risultato frutto di un buon lavoro di raccordo politico tra le attuali istituzioni locali e parlamentari. La nostra fiducia ora è che si continui ad insistere in maniera forte ed unita affinché si arrivi al risultato. Questo perché lo merita il territorio dello ionio cosentino per i problemi che ha (le inflitrazioni della criminalità, gli attacchi alle istituzioni locali, gli innumerevoli incendi di autovetture, i costi esorbitanti per i cittadini che hanno bisogno di giustizia, ecc. ) e non perché ci sia concorrenza tra tribunali ma semplicemente perché il bisogno di legalità è aumentato di pari passo purtroppo, in questi ultimi anni, all’aumento della povertà e dello spopolamento ed in misura inversamente proporzionale al mancato sviluppo economico fatto di zero investimenti e scarse infrastrutture. Noi del movimento sindacale confederale, ora come allora, unitariamente abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere che la battaglia per la legalità al pari di quelle per la sanità pubblica e quella per i diritti e la dignità nel lavoro, continui a rappresentare il punto più alto di un nuova coscienza civica. Non tanto perché si possa essere d’accordo tutti e su ogni cosa ma perché alcune battaglie sono giuste e vanno sostenute dalla parte sana della società. E’ per tali motivazioni che auspichiamo sia arrivato il momento di invertire la rotta, a partire in questo caso, dal riassetto territoriale della giustizia.
Andrea Ferrone Segr. Gen. Cgil Pollino Sibaritide Tirreno