
di Cristian Fiorentino
Con la declamazione del triduo, da mercoledì 8 a venerdì 10 ottobre, sono iniziati ufficialmente i riti di preparazione ai festeggiamenti di San Giovanni XXIII. Sarà la prima volta delle cerimonie presso il nuovissimo complesso parrocchiale coriglianese, inaugurato lo scorso dicembre 2024 e sito in via San Gaetano Catanoso a contrada San Francesco d’Assisi.
La comunità parrocchiale facente parte dell’Unità Pastorale di Corigliano scalo dedicata al “Papa Buono”, diretta dal parroco Don Tonino Longobucco e dai vice Don Agostino Stasi e Don Domenico Simari, ha allestito per l’occasione un programma dedicato in sinergia col consiglio pastorale. Durante il triduo prevista la recita del Santo Rosario e alle 18:30 la Santa Messa. Sabato 11 ottobre, invece, nella Solennità della memoria liturgica al secolo Angelo Giuseppe Roncalli, annunciato il ritrovo presso il vicino skate-park alle 17:30 da dove partirà la processione con un’effigie del Santo per giungere in chiesa. Dopo la recita del Santo Rosario, alle 18:30, è in programma la concelebrazione Eucaristica che sarà officiata dall’Arcivescovo di Rossano-Cariati Monsignor Maurizio Aloise.

Oltre ai sopracitati sacerdoti saranno presenti alla liturgia anche i parroci Don Angelo Pisani e Don Alfredo Pisani delle comunità “Santissima Maria delle Grazie” e “Maria Santissima Immacolata”. Attesa una considerevole presenza di fedeli e parrocchiani che potranno prendere parte sia al corteo che alla Santa Messa. Parrocchia dello scalo coriglianese nata nel 2007 ed intitolata a San Giovanni XXIII. Dall’estate 2012, si venera anche una statua plasmata dal noto maestro Salvatore Pastore. L’allora indimenticato parroco Don Vincenzo Longo, tornato alla “Casa del Padre” lo scorso mese di agosto, soleva rimembrare che nel giorno del trasferimento del simulacro, molti furono i devoti che scortarono la statua dal centro storico coriglianese fino allo scalo. Indice del profondo ricordo degli anni del papato di “San Giovanni XXIII”. L’allora Arcivescovo Monsignor Santo Marcianò consegnò alla parrocchia anche una preziosa reliquia del corpo del Santo pervenuta dal Vaticano.

Sabato prossimo, invece, per l’occorrenza sarà inaugurata anche il nuovo anno Pastorale. Vista la particolare ricorrenza patronale, la chiesa sarà anche luogo Giubilare presso cui, secondo le disposizioni della Santa Sede, si potrà ottenere l’indulgenza plenaria: Confessione sacramentale; partecipazione alla Celebrazione e Comunione Eucaristica; visita almeno alla chiesa parrocchiale; rinnovare la propria professione di Fede attraverso la recita del Credo; declamare il Padre Nostro; una preghiera secondo le intenzioni del Papa e l’invocazione alla Madonna. A seguire non mancheranno momenti conviviali all’aperto sotto il campanile.
La figura storica di Papa Giovanni XXIII
La figura storica di Angelo Roncalli è da valutare come sempre attuale. Nato nel piccolo paese di Sotto il Monte, a Bergamo, il 25 novembre 1881, dopo la sua morte, ha preso il nome di Sotto il Monte Giovanni XXIII ed è meta di tantissimi pellegrinaggi. Si fece notare per la sua personalità, per i nuovi modelli e attività nell’ambito della chiesa e per la sensibilità della questione sociale. Fu nominato arcivescovo nell’antica città della Bulgaria di Mesembria, delegato apostolico in Turchia e in Grecia nonché amministratore apostolico di Istanbul. In seguito, fu anche nunzio apostolico a Parigi e nel 1953, oltre a essere creato cardinale da Papa Pio XII, nel concistoro del 12 gennaio dello stesso anno, fu nominato anche patriarca di Venezia.

Esperienza dove mostrò il suo slancio lavorando a stretto contatto con i sacerdoti e il popolo. Venne eletto Papa con il nome di Giovanni XXIII il 28 ottobre 1958 e il 4 novembre fu incoronato 261º pontefice. Molte altre saranno le idee di rinnovamento ad iniziare da quella del 4 ottobre 1962, a una settimana dall’inizio del Concilio Vaticano II, allorquando Giovanni XXIII si recò in pellegrinaggio a Loreto e Assisi in treno per affidare le sorti dell’imminente Concilio alla Madonna e a San Francesco. Roncalli, oltretutto, fin da ragazzino fu terziario francescano. Evento storico perché fu la prima volta dall’unità d’Italia che un Papa usciva fuori dai confini di Roma e dintorni. Gesto che gli garantirà l’appellativo di “Papa Pellegrino” e che ebbe seguito con i suoi successori: Paolo VI, Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI sino a Papa Francesco. Molto amato e acclamato in ogni dove dalla gente e dai fedeli. Sarà ricordato sempre come il Papa dei Concilio Vaticano II aperto ufficialmente proprio l’11 ottobre 1962 all’interno della basilica di San Pietro in Vaticano con una cerimonia solenne. Concilio Vaticano II che Giovanni XXIII non vide terminare ma gli effetti che si sarebbero prodotti negli anni successivi risulteranno fondamentali in termini di cambiamenti nel mondo del cattolicesimo moderno. Tra i suoi sermoni celebri quello più noto è il “Discorso alla luna”. In occasione della serata di apertura del Concilio, piazza San Pietro era strapiena di fedeli radunati per una fiaccolata di preghiera indetta dall’Azione Cattolica. Invocato dalla folla, Roncalli decise di affacciarsi, per benedire i presenti e pronunciò a braccio versi unici e affettuosi mostrandosi ancora una volta innovativo: «Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero. Qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera – osservatela in alto – a guardare a questo spettacolo. La mia persona conta niente, è un fratello che parla a voi, diventato padre per volontà di Nostro Signore, ma tutti insieme paternità e fraternità è grazia di Dio. Facciamo onore alle impressioni di questa sera, che siano sempre i nostri sentimenti, come ora li esprimiamo davanti al cielo, e davanti alla terra: fede, speranza, carità, amore di Dio, amore dei fratelli. E poi tutti insieme, aiutati così, nella santa pace del Signore, alle opere del bene. Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell’amarezza». Fu Proprio Papa Giovanni XXIII, inoltre, il 2 giugno 1962 con il breve pontificio “Lumen Calabriae”, che proclamò San Francesco di Paola Patrono della Calabria. Pochi giorni dopo l’apertura del Concilio, invece, il mondo precipitò nel baratro di un conflitto nucleare tra Russia e Usa. Visto il momento drammatico, il Papa il 25 ottobre, alla radio Vaticana, rivolse “a tutti gli uomini di buona volontà” un messaggio in lingua francese, già consegnato agli ambasciatori russi e americani. Appello che suscitò consenso in entrambe le parti e, alla fine, la crisi rientrò. Giovanni XXIII si spense alle 19:49 del 3 giugno 1963, all’età di 81 anni, e mentre in piazza San Pietro volgeva al termine una messa di preghiera, le sue ultime parole furono: «Perché piangere? È un momento di gioia questo, un momento di gloria». Giovanni XXIII fu dichiarato Beato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000. Inizialmente fu stabilita come data della ricorrenza il 3 giugno, giorno della morte, mentre dopo la canonizzazione, è stata stabilita come unica data l’11 ottobre, ossia quella dell’apertura del Concilio Vaticano II. Il 5 luglio 2013 Papa Francesco ha firmato il decreto per la canonizzazione di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II avvenuta il 27 aprile 2014. Fu soprannominato “Papa Buono” perché nel corso della visita del pontefice alla parrocchia di San Tarcisio al Quarto Miglio, nella Domenica delle Palme del 17 marzo 1963, in piena campagna elettorale, i segretari dei partiti decisero di rimuovere i cartelli elettorali e di sostituirli con grandi lenzuoli con su scritto «Evviva il Papa Buono».