
di Cristian Fiorentino
La parrocchia dei Santi coriglianesi “Nicola e Leone”, nella serata di lunedì scorso 22 settembre, ha accolto la veglia diocesana in onore del “Beato Transito di San Padre Pio”.
Per l’occasione, devoti, sacerdoti della vicaria, gruppi di preghiera di Padre Pio e il resto della collettività hanno affollato la chiesa di contrada Gallo d’Oro, diretta dalla comunità Salesiana. Al lato dell’altare un quadro del Santo di Pietrelcina, adornato da un omaggio floreale, e liturgia presieduta dall’assistente spirituale dei gruppi diocesani di San Pio Don Vincenzo Ferraro, vice-parroco dell’Unità Pastorale di Corigliano centro storico, e assistito dai ministranti.

Nella stessa chiesa dei “Santi Nicola e Leone”, oltretutto, è presente una statua di Padre Pio e la venerabile reliquia del guanto che coprì le stigmate. Peculiare funzione ricaduta nelle celebrazioni del Giubileo della Speranza mentre la veglia è stata armonizzata in maniera ineccepibile dal coro parrocchiale con i canti scelti ad hoc per la circostanza. San Pio, tra i Santi con più devoti al mondo, dopo aver vissuto pienamente per 52 anni come operoso frate cappuccino nel convento di San Giovanni Rotondo, ove risiede la Sua tomba e il Suo venerabile corpo, fece ritorno alla “Casa del Padre” nella notte del 23 settembre del 1968.

Il cerimoniale si è aperto con l’esposizione del Santissimo e l’Adorazione Eucaristica. A seguire l’atto di fede a Gesù e una riflessione sulla gioia della Pace come impegno propagante. Gli altri momenti sono stati scanditi dalla lettura degli scritti di Padre Pio, le letture dell’antico e del nuovo Testamento, i Salmi, la Preghiera per la Pace, i canti, le preghiere personali, la riflessione di Papa Leone XIV alla conferenza Episcopale Italiana, il canto Eucaristico e l’inno a Padre Pio. Nella sua riflessione Don V. Ferraro, invece, rivolgendosi ai devoti ha asserito: «Affinché ritorni e trionfi la Pace c’è bisogno che l’uomo faccia un passo indietro. Senza l’umiltà di chi amministra le nazioni del mondo non ci potrà essere Pace. Assistiamo ogni giorno, ormai da mesi, ad una prepotenza che sta generando vittime innocenti e disperazione. Gesù che è la Via, la Verità e la Vita è il Re della Pace nell’essenza più assoluta. Noi come cristiani siamo operatori di Pace e attraverso l’esempio di Cristo, al di là di tutto ciò che ci succede intorno, siamo chiamati a portare avanti questa difficile missione. Padre Pio è un testimone di come coltivare e giungere alla Pace, passando dallo spirito alla carne fino a giungere alla vita di tutti i giorni. Dobbiamo sull’esempio di questo “Umile Fraticello” sforzarci di riscoprire la Gioia e la Speranza che non devono mai venire meno nella nostra vita. E anche se le immagini che vediamo in tv ci provocano tormento ed amarezza, non dobbiamo far prevalere lo sconforto. Piuttosto, le nostre preghiere, attraverso l’intercessione della Santa Vergine e di San Pio, devono essere insistenti affinché Dio tocchi le corde del cuore dei capi delle nazioni e scalfisca la loro ostinazione. Possano anche le nostre invocazioni, così come quelle di tutti i cristiani nel mondo, giungere a nostro Signore e far riaccendere la volontà della Pace durevole tra tutti i popoli e tanto cara a Padre Pio». A corredo della veglia e dopo la benedizione Eucaristica, ripercorso il “Beato Transito di San Pio” con la ricostruzione dettagliata delle ultime ore della Sua vita. Padre Pio, in effetti, rimane una traccia indelebile, sempre attuale e capace di attrarre tanti devoti, non solo per i miracoli compiuti, ma anche per i suoi scritti e le sue opere che a distanza di anni sono ancora operanti. A proposito di Pace nell’Epistolario I, 607, San Pio diceva: “La pace è la semplicità dello spirito, la serenità della mente, la tranquillità dell’anima, il vincolo dell’amore. La pace è l’ordine, è l’armonia in noi: ella è un continuato godimento, che nasce dal testimonio della buona coscienza: è la gioia santa di un cuore, in cui vi regna Iddio. La pace è il cammino alla perfezione, anzi nella pace si trova la perfezione, e il demonio, che conosce assai bene tutto questo, fa tutti gli sforzi per farci perdere la pace”