
di Michele Minisci
Presentatore ufficiale, alle prime armi, del Festival Voci Nuove di Castrocaro, con diretta della finalissima su RAI 1, ottobre 1963. Dal libro CASTROCARO-SANREMO. SOLO ANDATA, del giornalista Michele Minisci.
Dopo diverse telefonate con la signora Dina, mitica segretaria del Pippo nazionale, incontri telefonici saltati all’ultimo minuto per…improvvisi e inderogabili impegni, e dopo un incontro a tu per tu proprio a Forlì, dove Baudo era relatore ad un convegno a cui partecipavano anche il famoso regista Pupi Avati, il giornalista di Repubblica Ernesto Assante ed altri personaggi del mondo dello spettacolo, riesco a farmi fissare un…inderogabile appuntamento telefonico con l’imprendibile Pippo nazionale, il presentatore che contribuì, insieme a Gianni Ravera e al direttore delle Voci Nuove, Natale Graziani, a lanciare il festival di Castrocaro a livello internazionale, in quanto dal 1963 al 1987 era abbinato al Festival di Sanremo. Infatti chi vinceva a Castrocaro andava di diritto al Festival di Sanremo. E questa la chiacchierata che ne è venuta fuori.
Baudo mi dica come è nata questa avventura, chi l’ha coinvolta e con quale spirito è approdato a Castrocaro?
“E’ stato Gianni Ravera, che a quei tempi faceva il cantante per la Rai e il mio agente a tempo perso e poi quando è diventato impresario mi mandava in giro per tutta Italia, tra le varie sagre e piccoli concorsi vocali, per rintracciare qualche voce interessante, qualche fenomeno”. All’inizio pensavo che fosse la solita sagra paesana ma al primo impatto con gli organizzatori, l’amministratore delle Terme, il vulcanico avv. Natalino Graziani e il simpaticissimo ed efficientissimo direttore dott. Bruno Battistini, l’entusiasmo e l’armonia di tutto lo staff che ci girava attorno, il pubblico straripante ed entusiasta( e caciarone…) della prima serata, mi ha fatto subito capire di trovarmi di fronte a qualcosa di diverso, di importante, che poteva costituire una svolta nel lancio di nuovi debuttanti, ma anche una occasione per la mia carriera”.

Infatti dopo un primo assaggio delle potenzialità di questo festival, nel 1962, l’inizio della collaborazione con il più blasonato festival di Sanremo e con la RAI, il botto avvenne subito l’anno dopo, nel 1963, con la scoperta e il lancio planetario di Gigliola Cinquetti, la quale vinse, consecutivamente, il festival di Castrocaro, di Sanremo e l’Euro Festival.
“ Infatti- ammicca Baudo con un sorriso sornione- fu un vero colpo di fortuna scoprire Gigliola Cinquetti; diventammo subito amici e andammo poi a trovarla a casa, a Cerro Veronese, subito dopo la vittoria di Castrocaro, e tutta la sua famiglia ci accolse con affetto, specialmente il papà di Gigliola, gran signore, burbero, ma ci permise di visitare, forse tra i pochi, la sua cantina piena di ottimi ed esclusivi vini”.
Ma vi eravate accorti subito del valore di quella ragazzina emaciata, pallida, tutta acqua e sapone?
“Si, si, avevamo subito capito chi avevamo di fronte, ma all’inizio siamo stati molto cauti e prudenti, a causa della giovane età di Gigliola, non ancora sedicenne, e infatti la gradualità con cui venne fuori, Castrocaro-Sanremo- Europa, nell’arco di un trienno, costituì il collegamento vincente per una graduale maturità, senza essere schiacciata dal successo, dallo star system”.
Baudo, oltre a presentare lei dava anche un contributo nella scelta delle giovani promesse? E poi mi dicono che lei, Graziani, Battistini, Ravera e Virgilio Braconi eravate un bel quintetto, una bella macchina da guerra, vero?
“ Certamente- mi risponde Baudo, accompagnandosi ad una sonora e forse nostalgica risata- quante selezioni per l’Italia abbiamo fatto io Ravera e Braconi, il direttore musicale del Festival, con la Fiat 1.300 di Gianni, e quante presentazioni ho fatto in tanti locali e piccoli teatri nel corso di queste selezioni!
Io però non votavo, oltre a Ravera e Braconi in ogni città c’era una giuria tecnica fatta anche da giornalisti ed esperti, ma davo sicuramente il mio parere che il più delle volte veniva seguito”.
Ma qual era il back ground musicale dei vari concorrenti?
“ C’era sicuramente un po’ di America, un po’ di swing, un po’ di rock, ma la maggioranza prediligeva il melodico, la canzone italiana tradizionale, vedi il successo planetario di Gigliola. Ma poi noi eravamo alla ricerca anche del “personaggio”, di quello che “bucava” anche lo schermo, dato che la televisione cominciava ad imperare”.
Senta Baudo, nessuno mi ha saputo dire perché Gianni Ravera improvvisamente, con un colpo di testa, nel 1980 se ne andò da Castrocaro e nel novembre di quell’anno organizzò al Kiwi di Piumazzo, nota discoteca in provincia di Modena, un festival volante di voci nuove, un concorso a parte, intitolandolo addirittura PRIMO FESTIVAL DEL TALENT SCOUT, vinto da Luca Barbarossa. Lei mi sa dire il perché?
Pippo all’inizio rimane un po’ perplesso perché di questa notizia è rimasta poca o nulla memoria collettiva del festival. Tant’è che nel book cronologico del festival Voci Nuove alla data del 1980 viene citata, erroneamente, quella edizione come avvenuta a Castrocaro, e poi inizia a scuotere la testa.
“ Il motivo preciso nessuno lo sa, sicuramente contrasti di carattere economico ed organizzativo, ma a mio parere Ravera sbagliò ad andare a fare quel festival volante in provincia di Modena, non è stato un atteggiamento comprensibile ma…umano. Infatti l’anno dopo tornò sui suoi passi”.
Baudo, ho cercato in ogni modo di avere un contatto, tramite le agenzie, i promoter, i personal manager, le pagine Facebook personali, con alcuni dei concorrenti al festival Voci Nuove eliminati in quella occasione ma poi diventate grandi star, come Caterina Caselli, Fiorella Mannoia, Edoardo Bennato, Nek, Laura Pausini, per poterle intervistare e fare un capitolo a parte per questo libro, ma tutti mi hanno risposto picche!
Forse considerano il non aver vinto al festival Voci Nuove di Castrocaro un neo nella loro carriera?
“Ma no- mi dice Baudo scuotendo la testa- forse perché hanno molto da fare, sono impegnatissimi e forse sono le varie agenzie che pongono autonomamente il veto per intrinseche logiche di immagine, di popolarità. Chissà! Comunque a mio parere hanno sbagliato”.
Sarà…penso fra me e me! Faccio l’ultima domanda al Pippo nazionale perché il mio tempo è scaduto: mi aveva avvisato che doveva andare in RAI a registrare (l’ennesimo) programma.
Ma secondo lei perché dopo il 1981, quando sono venuti fuori dal festival di Castrocaro Zucchero, Eros Ramazzotti, Fiordaliso, non è emerso più un cantante, come vincitore, che sia diventato poi famoso, una grande star?
Pippo Baudo mi guarda fisso negli occhi, sta per dirmi qualcosa, poi si ferma, allarga le braccia e dice: “ E’ mancata l’autorevolezza”.