
di Giacinto De Pasquale
Il 25 maggio scorso il caro amico Salvatore Oliverio raggiungeva prematuramente la casa del Padre. Una perdita pesante per chi come me aveva condiviso con lui un’amicizia vera e sincera. Nell’immediatezza del triste evento avevo scritto che avrei dedicato al caro Salvatorino un mio articolo, mai pubblicato, con il quale ricordo una delle pagine storiche del calcio coriglianese.
Lo dedico a lui perché, come avrete modo di leggere, Oliverio fu uno dei protagonisti di quella storia. La storia del calcio coriglianese è ricca di pagine felici, ma anche di momenti un po’ tristi. Come nella vita anche l’andamento degli avvenimenti legati alla “sfera di cuoio” vivono di alti e bassi. Rispolverando l’album dei ricordi, grazie anche a quanto pubblicato un anno fa dall’amico Giovanni Scorzafave “Il 1963 nella mia città – La Polisportiva Corigliano” (Libreria Il Fondaco),

Mi sono ricordato di una bellissima pagina di calcio coriglianese risalente a domenica 8 luglio 1973 e che l’oblio del tempo rischia di cancellare. Questo è il racconto. Campionato di terza categoria girone “D”, in questo girone vengono inserite la Nuova Corigliano del presidente Antonio Aversente e il Corigliano Stazione del presidente Franco Labonia. Quel campionato iniziò l’8 aprile 1973 e terminò il 24 giugno dello stesso anno. In pratica tre mesi per la disputa di 14 gare. Il 24 giugno 1973 il campionato terminò, decretando il pari merito in testa alla classifica tra la Nuova Corigliano e il Corigliano Stazione con 16 punti a testa. Si rende necessario lo spareggio per decretare chi fra queste due compagini coriglianesi nella prossima stagione militerà nel campionato di seconda categoria. Facciamo un passo indietro.

Il campionato fu davvero un avvincente duello tra le due formazioni guidate dai tecnici Giuseppe Cardamone (Nuova Corigliano) e Luigi Ippolito (Corigliano Scalo), e la svolta avvenne il 27 maggio allorquando la Nuova Corigliano non si presentò “in casa” contro l’Olympia Castrovillari. Cosa avvenne? Che qualcuno della dirigenza non aveva letto il comunicato stampa della Lega che anticipava al sabato la gara. Così gara persa a tavolino e un punto di penalizzazione. Tutto ciò consentì al Corigliano Scalo di raggiungere in testa alla classifica i cugini. Ma quel campionato sarà ricordato anche dalla inaugurazione del campo sportivo “Tonino Sosto” in località Villaggio Frassa. Era il 6 maggio e il Corigliano Stazione ospitava la Libertas Giovanni XXIII° di Rossano. Davanti ad una folla degna delle occasioni che contano gli uomini del presidente Labonia si impongono grazie ad una rete del bomber Giuseppe Casciaro. Ma giungiamo al giorno dello spareggio. Domenica 8 luglio 1973 ore 18 campo sportivo “Tonino Sosto” di località Villaggio Frassa.

Come le due squadre trascorsero le ore precedenti il match? Così lo ricorda il tecnico del Corigliano Scalo Ippolito intervistato da noi alcuni anni fa: “Domenica mattina andammo in montagna presso l’Hotel Il Cerro è qui con i ragazzi passammo rapidamente in rassegna tutte le condizioni tecnico-tattiche che la partita poteva riservarci. Il clima al nostro interno era abbastanza disteso anche se in me ed anche tra i ragazzi serpeggiava un certo nervosismo legato alla importante posta in palio. Dopo avere lottato 14 giornate ora eri lì a giocarti tutto in una sola partita”. E invece in casa biancoazzurra come era trascorsa la vigilia? Risponde il presidente Antonio Aversente: “L’appuntamento era per le 9 di domenica nei locali della mia polleria in via Roma 130. Qui io e l’allenatore Cardamone insieme a tutti i ragazzi ci ritrovammo per entrare gradatamente nel clima della partita. Eravamo fiduciosi perché la tradizione era a noi favorevole, infatti nei quattro derby precedenti avevamo ottenuto tre vittorie e un pareggio. Al momento del pranzo, effettuato nella polleria, feci servire ai ragazzi brodo fatto con le ali di pollo, tale brodo doveva servire a mettere le ali proprio a loro per questo confronto”. Alle 18 il “Tonino Sosto” offre un colpo d’occhio davvero indimenticabile, gli spalti sono gremitissimi. Sugli spalti campeggiano i colori biancoazzurro per i “polli” della Nuova Corigliano, e i colori giallorosso per i “lupi” del Corigliano Scalo. Di quella gara purtroppo non conservo la formazione della Nuova Corigliano ricordo solo che mister Cardamone schierò tra gli altri Madeo, Fortunato, Arena, De Francesco G., De Francesco L., Le Pera e Pignataro. Mentre il Corigliano Stazione scese in campo con: Lombisani, Oliverio, Braccioforte, Pignataro, Conocchia, Abrusci, Casciaro, Caccavano, Maglio, Algieri Gennaro e Sarno. La gara è diretta dall’arbitro Altomare di Luzzi. L’avvio di gara è uno show dei biancoazzurri della Nuova Corigliano. Al 10’ minuto gi uomini di mister Cardamone si portano in vantaggio, è capitan Fortunato a sbloccare la gara. I giallorossi di mister Ippolito accusano il colpo ed al 21’ è Arena a raddoppiare per i biancoazzurri. Sul doppio vantaggio i “polli” commettono l’errore di tirare i remi in barca. E al 34’ Giorgio Maglio riapre la gara per i giallorossi: su cross dalla destra la palla giunge in area dove l’attaccante con un volo d’angelo si avventa sulla sfera e con un magnifico colpo di testa batte Madeo inutilmente proteso in volo. La rete scuote i giallorossi di mister Ippolito che cinque minuti più tardi (era il 39’) pareggia per i suoi. Il 2-2 non si schioderà per tutto il secondo tempo ed anche nei 30’ dei tempi supplementari. In quel 1973 il regolamento non prevedeva i calci di rigore, bensì la monetina. Il signor Altomare chiama a centrocampo i capitani, Oliverio per il Corigliano Stazione e Fortunato per la Nuova Corigliano. Sono le 20.20 di un afoso imbrunire di luglio quando il direttore di gara toglie dalla propria tasca una moneta da 10 lire. Fu Oliverio a scegliere per primo, ecco il suo racconto: “Scelsi la spiga mentre Fortunato l’aratro. L’arbitro lanciò in aria la moneta che nel cadere a terra finì leggermente sotto un po’ di terra. La 10 lire si impolverò e tutti e tre dovemmo piegarci per vedere l’esito. Addirittura l’arbitro dovette togliere un po’ di polvere depositatasi sulla moneta è subito mi resi conto che era uscita la spiga, il campionato era nostro”.