
di Cristian Fiorentino
Partecipata la Celebrazione Eucaristica di Ringraziamento, officiata nella serata dello scorso primo luglio presso la chiesa dello scalo coriglianese “Maria Santissima Immacolata”, in occasione del XXXV Anniversario dell’Ordinazione Presbiterale del parroco Don Alfredo Pisani.
La comunità parrocchiale ha voluto omaggiare questo importante traguardo ministeriale con una nutrita presenza. E anche se in queste speciali circostanze i sacerdoti indossano la casula dell’Ordinazione o della “Prima Messa”, nella Celebrazione Eucaristica di Ringraziamento del proprio anniversario, Don A. Pisani ha vestito il paramento donatagli, a lui e a tutti i sacerdoti concelebranti nella Santa Messa del “Sacratissimo Cuore di Gesù”, da Papa Leone XIV durante il Giubileo dei sacerdoti. Indumento liturgico che rievoca il Sacro Cuore di Gesù, generatore dei Sacramenti, l’Unità della Chiesa, e l’Anno Santo Giubilare 2025 in corso. Nella sua omelia Don A. Pisani, ringraziando tutti i presenti nonostante il gran caldo, ha asserito: «Ringrazio voi per essere qui per ringraziare il Signore insieme a me per questi trentacinque anni di vita sacerdotale che mi ha concesso. Anche trentacinque anni fa a Schiavonea faceva un gran caldo come in questi giorni odierni.

Il primo motivo è fonte di Ringraziamento per la vita ministeriale perché il Signore non ci ha scelti e non ci sceglie perché siamo belli o bravi o perché abbiamo particolari capacità ma ci ha scelto perché ci ha semplicemente amati. Ha rivolto lo sguardo su di me e su altri confratelli misteriosamente, non sappiamo come o perché, e ha voluto che lo seguissimo. Fece la stessa cosa quando il Suo sguardo si posò su Pietro, Giovanni, Giacomo e Andrea quando li scelse quel giorno. Eppure, ci stavano altri pescatori sul lago di Genezaret in quello stesso momento. La scelta del Signore è personale perché sceglie quelli che ama chiamandoci a svolgere il ministero sublime. Nei giorni scorsi al Giubileo dei sacerdoti e alla presenza di seimila presbiteri, di cui trenta proprio nel giorno del “Sacratissimo Cuore di Gesù” hanno ricevuto l’ordinazione sacerdotale, Papa Leone XIV ci ricordava nella basilica di San Pietro che noi sacerdoti dobbiamo fare forza e affidamento su tre cardini principali.

Innanzitutto, sull’Eucaristia, fulcro centrale della nostra vita perché il sacerdote è l’uomo e il ministro dell’Eucaristia e della Comunione altrimenti non avremmo altro senso. Per tanti altri aspetti esistono altre figure che sanno svolgere altre mansioni e sono più bravi di noi. Il Concilio Vaticano II ci rammenta che l’Eucaristia è il centro e il culmine di tutta la vita della Chiesa e il presbitero non può che trovare la fonte della sua vita sacerdotale se non nella Celebrazione dell’Eucaristia. L’altro punto di forza che il Pontefice ci raccomandava è l’ascolto e la meditazione della Parola di Dio e l’Adorazione davanti a Gesù Eucaristia. E ancora la ricezione dei Sacramenti al pari di tutti gli altri battezzati. Noi sacerdoti troviamo forza nei sacramenti che il Signore ci ha voluto donare tenendo presente la confessione continua e ripetuta. Terzo punto di forza lo spirito di Carità. Sono tutti elementi che hanno origine nel Cuore Sacratissimo di Gesù ad iniziare proprio dall’Eucaristia e dal sacramento dell’Altare che Gesù innamorato ha voluto offrire ai suoi fratelli nella Comunione con Lui e tra di noi. E anche tutti gli altri sacramenti sono tutti doni dell’Amore di Gesù.

E in questa dinamica del Cuore di Gesù si inserisce anche quell’amore povero, fragile, debole e molte volte deficitario che anche noi sacerdoti siamo chiamati a vivere. Ecco perché il Santo Padre ci ha detto che non dobbiamo fare affidamento solo sulle nostre forze perché sono sempre e comunque forze umane. Noi dobbiamo porre la nostra Speranza sulla forza di Dio perché in essa possiamo trovare quella forza e quelle capacità necessarie per svolgere dignitosamente e fedelmente quel ministero che ci ha affidato. Papa Leone ci ha incoraggiato, oltretutto, a non sentirci soli nel cammino specie oggi che la vita sacerdotale comporta delle complessità particolari. Nella cultura dominante anche la nostra figura non è più vista come un’emanazione del sacerdozio di Gesù ma spesso siamo tollerati, non sempre rispettati dovendo fare i conti con la realtà. Ecco perché anche il sacerdote che svolge la sua missione nel posto più sperduto del mondo non è mai solo perché è la Grazia e la Presenza di Gesù che gli fa compagnia. Sacerdoti sorretti dalla preghiera costante della Chiesa che siete voi fedeli, come per Pietro anche per me e per qualunque confratello. Per questo chiedo al Signore questa sera attraverso questa Celebrazione Eucaristica la preghiera di accompagnarmi sempre con la Sua forza e Grazia.

Lo ringrazio anche per avermi permesso di fare tanto in questi trentacinque anni e Lo prego di non distogliere lo sguardo da me. Come dicevano le vecchiette una volta Lo prego per tenermi letteralmente la Sua mano sulla mia testa per evitare di sbandare ed evitare i pericoli. Grazie di Cuore a tutti e che il Signore, come fece con Pietro, mi renda pescatore di uomini, loro scelti sul mare di Galilea e a io sulle rive del mare di Schiavonea per diventare suo ministro e sacerdote per sempre. Con l’invito di pregare per me il Signore affinché possa corrispondere al desiderio del Cuore di Gesù nel vivere il mio sacerdozio, vi chiedo anche scusa se qualche volta sono stato sgradevole ma sono anche io un uomo e posso sbagliare ogni tanto». A margine della Santa Messa di Ringraziamento la comunità ha voluto regalare un momento conviviale al proprio parroco tra buffet, rinfresco e il taglio dell’immancabile torta a tema per l’occasione.