
di Cristian Fiorentino
I numerosi pellegrini giunti, nel quarto sabato di maggio, hanno ancora una volta riempito la chiesa di Schiavonea “Santa Maria ad Nives”. Nonostante il clima incerto e la minaccia di pioggia, molti fedeli al chiarore del giorno si sono incamminati, molti a piedi, dal centro storico, dallo scalo e dalle altre frazioni coriglianesi.
La schiera di devoti recitando il Santo Rosario lungo il tragitto ha affollato, anche in questa circostanza, non solo l’interno ma anche lo spiazzo esterno della chiesa marinara. La tradizione religiosa ha messo in piedi di buon’ora donne, uomini e anche alcuni/e bambini/e, tutti per recarsi con sentimento sincero ai piedi della “Madonna” ed assistere alla Celebrazione Eucaristica delle 6:30. Presso il tempio del borgo schiavoneoto, i pellegrini sono stati accolti dal parroco Padre Davide Perdonò che ha benedetto ed asperso, prima della Santa Messa, tutti i partecipanti. Liturgia assistita dai ministranti, anticipata dal S. Rosario e dai canti Mariani e accordata dal sempre inconfutabile coro.

Nell’omelia, prendendo suggerimento dalle letture e dal Vangelo, Padre D. Perdonò ha asserito: «Negli atti degli apostoli i discepoli o coloro che avevano ascoltato la Parola del Signore e volevano annunciare il Vangelo, sono stati impediti dallo Spirito Santo di predicare. Sembra controverso ma non lo è perché anche se è vero che noi siamo chiamati ad annunciare, quella particolare predicazione che loro volevano fare non era voluta dal Signore. Il terreno, in pratica, non era ancora stato preparato ossia Lui non aveva ancora preceduto i discepoli con la sua Grazia. Nella nostra vita questo ci fa capire come spesso noi siamo infervorati di fare una particolare azione ma poi non facciamo nulla. Il motivo è semplice: siamo entusiasti, confidiamo nella nostra capacità e volontà ma non abbiamo nulla a che fare con quella del Signore e soprattutto non ci lasciamo guidare da Lui. Se evangelizzare significa mettersi in mostra oppure trovare soddisfazione personale vuol dire che lo Spirito non c’è. Dovremmo ricordarci anche le parole di Gesù: “Quando predicherete e vi accuseranno non preparate nessuna difesa perché sarà lo Spirito del Signore a porre sulle vostre labbra la Parola giusta”.

Molte volte siamo armati di tanti bei propositi e non facciamo nulla. In altri casi, quando non abbiamo proprio pensato di Evangelizzare o di parlare, diveniamo testimoni quasi inconsapevolmente. In quel momento di inconsapevolezza noi però riponiamo la nostra vita e la nostra fiducia nelle Sue mani. Lo Spirito non impedisce agli apostoli di parlare ma l’azione in quel momento non era secondo i piani del Signore. Odiare, invece, nella Bibbia vuol dire prendere le distanze, come Dio fece con il suo popolo ma dove in realtà il popolo si allontanò da Lui perché Dio non condivideva quello che stava facendo il suo popolo. L’odio non è soltanto un sentimento ma è mettere in difficoltà ma anche creare mentalità. Papa Leone XIV di recente ha detto una verità biblica che la famiglia si compone sull’uomo e la donna ma tutte le altre realtà, condivisibili o meno, non vuol dire giudicarle. Gesù ha permesso di cogliere la Parola. Lo stesso Pontefice, infatti, ci invita ad avere sempre un sentimento di Amore e di Misericordia. Gesù ci rammenta che siccome non hanno conosciuto Lui non hanno conosciuto il Padre e lo ha ricordato anche sull’altare della Croce dicendo “Padre perdona loro che non sanno quello che fanno”. Nonostante la diversità e l’odio, Gesù ci invita a restare sempre nell’Amore e quasi a scusarsene della reazione dell’altro perché non Lo conoscono. Gesù ci insegna ad amare e l’Amore è qualcosa che già possediamo fin da quando Dio ci ha creato perché in quell’atto ci ha comunicato la sua stessa Vita. Dio è origine e fonte dell’Amore.

Noi stessi siamo felici quando amiamo. Quando siamo amati non siamo felici con la stessa intensità. L’Amore è una realtà che noi possediamo e la nostra vita dipende molto da come noi viviamo questo Amore. Chi sa amare è felice chi non sa amare ha qualche difficoltà. Ma se il vero Amore potremo provarlo solo dinanzi a Dio perché adesso Lui ci chiede di amare quando invece sa che non possiamo amare fino in fondo? A questo interrogativo Dio ci ha posto davanti un Segno che è Maria. Lei Donna, umana come noi, che ha saputo accogliere nel suo grembo l’Amore del Padre e a quell’Amore ha saputo rispondere con grande Amore. La devozione a Maria vuol dire guardare Lei nell’azione del Padre. Anche noi possiamo rispondere con Amore perché abbiamo dinanzi a noi una Madre che con Amore ha risposto al Padre. Lasciandoci Amare da Lei e amando Lei possiamo Amare il Padre. Sant’Alfonso dice “Solo Amando con cuore sincero Maria si possono Amare con cuore sincero il Figlio e il Padre”. San Bernardino di ricorda che si può Amare solo se si è puri di cuore. Essere puri di cuore significa beati coloro che il loro sguardo lo rivolgono sempre al Padre. Ma sono beati di cuore anche coloro che si svuotano dando spazio a Dio. E sempre Sant’Alfonso ci ricorda che quando Maria ebbe l’annuncio dell’Angelo fu inondata dallo Spirito Santo e il suo Cuore diventò un Cuore di fuoco. Anche noi abbiamo ricevuto lo Spirito Santo nel Battesimo e nella Confermazione ma non abbiamo lo stesso cuore. Ma ponendo le condizioni noi stessi e lasciando operare lo Spirito del Signore anche i nostri cuori potranno essere infiammati. Maria è come un fuoco che arde e che forgia forte il ferro. La Madonna ci può aiutare in questo nostro percorso tenendo i nostri occhi verso il Padre. Maria in rapporto col Padre, il Padre in rapporto con Gesù per poi tornare a Maria. Come Maria dobbiamo lasciarci inondare dallo Spirito Santo. Durante la S. Messa noi invochiamo su di noi lo Spirito durante la Consacrazione. E ogni volta che noi celebriamo e preghiamo noi veniamo invasi dallo Spirito ma spesso non abbiamo contezza. Confidiamo sempre nell’Amore del Padre, nel desiderio del Figlio di tenerci con Lui e nel desiderio della Madre di ritrovarci sempre vicino». Dopo la benedizione la recita della supplica alla “Madonna della Schiavonea” mentre l’appuntamento per i fedeli, con il quinto e ultimo sabato Mariano, è per il 31 maggio.